Avete già sentito parlare della clorosi ferrica o clorosi fogliare? Si manifesta come un sintomo sulle foglie della pianta, rendendole così di un colore pallido, una tonalità spenta fino ad un ingiallimento del fogliame; tutto questo è dovuto a una carenza di ferro nelle piante. Inoltre, la mancanza della sostanza di ferro comporta un rallentamento del processo fotosintetico e respiratorio della pianta e di seguito comporterebbe a conseguenze negative sulle piante e sulle produzioni agricole.

Nel seguente articolo di Giardinaggio Roma andremo a vedere le caratteristiche principali della clorosi ferrica, le ragioni per cui si manifesta e i trattamenti che possiamo adottare per prevenire e/o curare questa fisiopatia.
Caratteristiche e cause della clorosi ferrica
La clorosi ferrica è una fisiopatia dovuta alla carenza di ferro e si manifesta con l’ingiallimento delle foglie. La carenza del ferro comporta ad un rallentamento dell’attività vegetativa. Alcune piante sono più sensibili all’attacco della clorosi rispetto ad altre come: gli agrumi, l’ortensia, i legumi, il pomodoro e altre.
Il ferro è considerato un elemento chimico essenziale per la nutrizione delle piante e per il processo di fotosintesi. Generalmente è sempre presente nei terreni, ma molte volte le piante non sono in grado di riceverlo. Il pH del terreno è un elemento molto importante e correlato al problema della clorosi ferrica, cioè rappresenta la percentuale di calcare presente in un determinato terreno: una maggiore presenza di calcare porterebbe a bloccare il ferro. Quindi, maggiore presenza di ferro andrà ad abbassare il livello del pH, così portandolo a un livello idoneo per il terreno.

Le ragioni per cui vi è una carenza di ferro e si manifesta la clorosi delle piante sono principalmente due: la prima potrebbe essere dovuta alla mancanza del ferro direttamente nel terreno oppure potrebbe essere che il ferro è presente nel terreno ma la pianta non riesce ad assumerlo. Altre ragioni che permettono lo sviluppo della clorosi ferrica possono essere: elevato livello di calcare presente nel terreno, elevata presenza di fosforo che provoca la formazione di fosfati di ferro cioè sali in cui il ferro è bloccato oppure ristagni idrici nel terreno dovuti a un cattivo drenaggio.
Clorosi ferrica rimedi per le piante
Per risolvere il problema è opportuno modificare l’acidificazione del suolo e cioè del pH, ad esempio, attraverso dei trattamenti con concimi contenenti del ferro.
Per prevenire e curare questa fisiopatia possiamo fare affidamento a dei trattamenti a base di ferro chelato. Si tratta di un integratore per la pianta, cioè un composto organico contenente il ferro e solubile in acqua. Una volta disciolto in acqua, andrebbe distribuita la soluzione alla base della pianta, cioè vicino le radici. La somministrazione è opportuna effettuarla dopo il risveglio vegetativo e rispetto alle esigenze e caratteristiche di una determinata pianta (non tutti i casi sono uguali).

Un altro rimedio utile che possiamo utilizzare per prevenire la comparsa della clorosi fogliare è la potatura. Nel momento in cui la pianta mostra sintomi di sofferenza possiamo alleggerire la chioma, accorciare i rami, una serie di azioni che possono aiutare la pianta a contrastare la presenza della clorosi.
Clorosi ferrica: altri rimedi naturali
Per garantire l’assimilazione adeguata di ferro e integrarlo in modo naturale, è possibile utilizzare diverse soluzioni. Tra queste, si possono citare per risolvere la clorosi: l’utilizzo di macerato di ortica ricco di azoto, ferro, magnesio, nitrati e potassio; l’integrazione di vinacce esauste, che non solo forniscono ferro ma migliorano anche le condizioni del terreno per la sua assimilazione; l’apporto di letame maturo, che agisce non solo come fonte di ferro e altri microelementi, ma anche creando acidi organici che favoriscono l’assimilazione del ferro; l’utilizzo di sostanze organiche che abbassano il pH del terreno, creando condizioni migliori per l’assimilazione del ferro. Inoltre, la consociazione e la rotazione con leguminose, come le lenticchie, che hanno la capacità di assorbire e restituire il ferro in forma organica, sono altre soluzioni efficaci. Infine, si possono utilizzare anche soluzioni più comuni come l’aggiunta di ferro in forma inorganica o organica, come i chelati.

La quantità adeguata di ferro è fondamentale per il processo di fotosintesi, che permette alle piante di trasformare l’energia solare in sostanze nutritive. Il ferro, anche se necessario solo in piccole quantità, è essenziale per la formazione della clorofilla, il pigmento responsabile del colore verde delle piante e necessario per la fotosintesi.







